VerdeCittà a Bologna

Data: venerdì 11 – domenica 13 giugno

Orari: venerdì 12:00-19:00 / sabato e domenica 10:00-19:00

Luogo: Cortile d’onore del Palazzo Comunale Piazza Maggiore

Parte da Bologna il Progetto VerdeCittà, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici che il verde apporta non solo alla bellezza, ma anche alla salute e al benessere delle nostre città.

Le evidenze della ricerca ci dimostrano come il verde urbano, ben pianificato, possa dare un contributo fondamentale al controllo degli eccessi climatici, al risparmio energetico e alla qualità dell’aria.

Il Cortile d’onore del Palazzo Comunale ospiterà un’area verde temporanea in cui saranno messe a dimora specie arboree, ornamentali, piante aromatiche e fiori. Si tratta di una vera e propria installazione, progettata e allestita da specialisti del verde su misura della città. Infatti, per ottenere i massimi benefici ambientali occorre scegliere con attenzione le piante più adatte ad ogni contesto. E proprio per sostenere l’idea di città sempre più verdi e vivibili tutte le piante utilizzate, al termine della manifestazione, saranno donate al Comune. 

Il Sindaco Virginio Merola inaugura VerdeCittà a Bologna e ci racconta la sua visione del Verde Urbano in città, oggi e domani.

Il progettista CONAF Riccardo Adversi, creatore del “giardino segreto” di VerdeCittàBologna, ci guida alla scoperta della sua installazione, tra bellezza e scienza per far fronte alla sfida del cambiamento climatico.

Le planimetrie

Un’area espositiva, infine, sarà dedicata alla presentazione del Progetto e del ricco programma di eventi collegati ma, sopratutto, sarà finalizzata a diffondere una cultura più consapevole dell’importanza del verde e dell’eccellenza del florovivaismo made in Italy. 

Personale adeguatamente formato sarà a disposizione del pubblico per dare informazioni e consigli sui benefici del verde, sia pubblico che privato, nonché sulla sua gestione quotidiana. 

Vi aspettiamo venerdì dalle 12 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 19, anche per info e prenotazioni sulle visite culturali proposte. 

Scopriamo insieme il Giardino Segreto di Palazzo D'Accursio

Sabato 12 e domenica 13 giugno dalle ore 11 alle ore 13, esclusivamente previa prenotazione presso lo stand “Verdecittà”, sarà possibile visitare il Giardino storico di Palazzo Zani e gli Orti di Orfeo, appositamente aperti per VerdeCittà.

Scopri il programma e i relatori del webinar

Riguarda il webinar di VerdeCittà

Venerdì 11 giugno – ore 16:00

 Un ringraziamento speciale a: 

L’Associazione Vivaisti Italiani (AVI), con sede nel cuore del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, riunisce 220 aziende vivaistiche di varie regioni italiane che producono prevalentemente piante da esterno. Oltre al ruolo di soggetto referente del Distretto vivaistico pistoiese, da cui proviene la maggior parte dei vivaisti soci, AVI svolge un’intensa attività di interlocuzione con le istituzioni di tutti i livelli territoriali, dal locale fino al nazionale e internazionale, finalizzata alla tutela e promozione dei produttori di piante e di tutta la filiera florovivaistica.

La partecipazione al progetto VerdeCittà e in particolare alla tappa di Bologna, con la fornitura delle piante dell’area verde temporanea “Il giardino segreto” allestita nel cortile d’onore del Palazzo Comunale risponde perfettamente all’intento dell’associazione di promuovere il ruolo del verde urbano nel contrasto al cambiamento climatico e ai suoi effetti. In questa installazione a cura di Riccardo Adversi del Conaf, infatti, il progettista ha selezionato e assemblato otto specie arboree e nove specie arbustive a misura di città, delle piante di qualità dei vivai dell’associazione capaci di ottenere i massimi benefici ambientali ed estetici in quel preciso contesto urbano.

https://www.vivaistiitaliani.it

Schede botaniche

Alberi:

Albero di Giuda

Cercis siliquastrum – famiglia Fabaceae

Proprietà: pianta originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia minore. Specie caducifoglia di medie dimensioni può raggiungere gli 8 – 10 metri di altezza.  Ha caratteristiche foglie semplici, alterne, cuoriformi-orbicolari o reniformi (5-10 cm di diametro). Fiori peduncolati, raccolti in fascetti densi inseriti direttamente sul fusto e sui rami vecchi  e regala abbondanti fioriture color malva-fucsia  tra marzo e aprile.

Curiosità: Linneo riprese questo nome dal greco κερκίς cercís. Secondo alcuni autori, nome deriverebbe dalla spola del telaio per tessitura la cui forma ricorda quella dei suoi baccelli legnosi. Si racconta che l’Albero sia stato protagonista silenzioso del tradimento del bacio di Giuda a Gesù. E che su di esso sia avvenuto il suicidio del traditore e perciò si ha la fioritura prima delle aperture delle foglie, secondo la leggenda sarebbero le lacrime di Cristo.
Vengono utilizzate le gemme nella medicina fitoterapica, nei paesi del Nord Europa, soprattutto in quelli anglosassoni, è presente una letteratura gastronomica per  i fiori della pianta di Giuda che sono edibili. I primi sarebbero utilizzati per guarnire pane e biscotti, mentre i fiori che sono ricchi di vitamina C, sarebbero aggiunti ad insalate o macedonie di frutta.

Consigli per la coltivazione: pianta a crescita lenta, che vive bene in zone soleggiate ed è resistente alla siccità. Predilige suoli calcarei e rocciosi; possiede ampia adattabilità anche su altri tipi di suolo.

Albero di Giuda

Cercis siliquastrum – famiglia Fabaceae

Proprietà: pianta originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia minore. Specie caducifoglia di medie dimensioni può raggiungere gli 8 – 10 metri di altezza.  Ha caratteristiche foglie semplici, alterne, cuoriformi-orbicolari o reniformi (5-10 cm di diametro). Fiori peduncolati, raccolti in fascetti densi inseriti direttamente sul fusto e sui rami vecchi  e regala abbondanti fioriture color malva-fucsia  tra marzo e aprile.

Curiosità: Linneo riprese questo nome dal greco κερκίς cercís. Secondo alcuni autori, nome deriverebbe dalla spola del telaio per tessitura la cui forma ricorda quella dei suoi baccelli legnosi. Si racconta che l’Albero sia stato protagonista silenzioso del tradimento del bacio di Giuda a Gesù. E che su di esso sia avvenuto il suicidio del traditore e perciò si ha la fioritura prima delle aperture delle foglie, secondo la leggenda sarebbero le lacrime di Cristo. Vengono utilizzate le gemme nella medicina fitoterapica, nei paesi del Nord Europa, soprattutto in quelli anglosassoni, è presente una letteratura gastronomica per  i fiori della pianta di Giuda che sono edibili. I primi sarebbero utilizzati per guarnire pane e biscotti, mentre i fiori che sono ricchi di vitamina C, sarebbero aggiunti ad insalate o macedonie di frutta.

Consigli per la coltivazione: pianta a crescita lenta, che vive bene in zone soleggiate ed è resistente alla siccità. Predilige suoli calcarei e rocciosi; possiede ampia adattabilità anche su altri tipi di suolo.

Orniello

Fraxinus ornus – famiglia Oleaceae

Proprietà: pianta originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia minore . Specie caducifoglia di medie dimensioni può raggiungere i 12 – 20 metri di altezza.  Ha caratteristiche foglie opposte, composte, formate 5-9 foglioline lanceolate . La pianta fiorisce tra maggio e giugno con evidenti infiorescenze bianche a pannocchia. Nella tarda estate produce caratteristiche semi (acheni) mono-alati detti samare, idonei per disseminare con l’aiuto del vento.

Curiosità: il nome in latino classico del frassino (fraxinus) sembra derivi  dal greco φράξο phráxo che significa assiepare, chiudere, cioè albero adatto per formare quinte arboree e siepi. In Calabria, e soprattutto in Sicilia, certe cultivar sono coltivate per la produzione della manna. La manna si ottiene in luglio-agosto da piante di 5-10 anni praticando nel tronco una serie di incisioni orizzontali con un apposito coltello (la «mannarola»). Da questi tagli fuoriesce la linfa che si rapprende e si raccoglie quando è ben secca. Dopo averla raccolta, la si lascia asciugare bene all’aria. La si conserva poi in vasi di vetro.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate o parzialmente ombreggiate. Predilige terreni sciolti, mostra grande adattabilità a diversi tipi di suolo da acidi ad alcalini.

Gelso bianco

Morus alba- famiglia Moraceae

Proprietà: pianta originaria della Cina settentrionale e della Corea. Specie caducifoglia di piccole-medie dimensioni può raggiungere i 12 – 18 metri di altezza. Ha caratteristiche foglie alterne, distiche, portate da un picciolo scanalato e ornato da piccole stipole laterali caduche. Presentano un elevato polimorfismo, generalmente hanno forma ovato-acuta asimmetrica alla base, ma non di rado sono cuoriformi e in forme intermedie tra le due appena citate. La lunghezza varia dai 7 ai 14 cm e la larghezza è compresa tra i 4 e i 6 cm. I fiori sono unisessuali. Quelli maschili formano infiorescenze ad amento di forma cilindrica lunghe circa 2-3,5 cm. Quelli femminili (pistilliferi) si presentano come amenti globosi lunghi 1–2 cm. ; entrambi di color verdastro fioriscono ad aprile – maggio.

Il frutto, detto sorosio, è in realtà una falsa infruttescenza, perché una parte del picciolo fiorale si trasforma in una struttura carnosa. Di forma ovale (1-3 cm), simile a una mora, mora del gelso, è commestibile e dolce. I veri frutti sono le nucule dure che stridono sotto i denti. Maturano ad agosto.

Curiosità: Questa specie è stata introdotta in occidente a seguito dello sviluppo della produzione della seta; infatti le sue foglie, assieme al Gelso nero, sono molto appetite dal Bombix mori, il Baco della Seta. Nelle campagne bolognesi la coltivazione del baco da seta ha origini remotissime e la sua storia si intreccia nel tempo a quella dell’industria serica. Già nel 1200 il gelso bolognese era molto conosciuto e la sua coltivazione, incoraggiata e protetta, prosperava in tutta la provincia. Nel 1305 la pianta in questione era denominata gelso nero (morus nigra) mentre alla fine dello stesso secolo si diffuse, sembra dalla Sicilia, anche la coltivazione del più pregiato gelso bianco (morus alba) che si impose presto «per maggior prontezza onde crescono e per la più gradita bontà della foglia» tanto che, nel 1500 il gelso nero era praticamente scomparso. La produzione della seta era così fiorente che in molte parti della città di Bologna si svolgeva il “mercato dei bozzoli”, dal 1583 si parla del mercato  come «quella parte di stancia, botteghe e strade che sono dietro la Chiesa di San Pétronio dove, da giugno a luglio, si fa mercato dei folicelli e perché si copre detta strada con una tela a guisa di paviglione per riparare dal sole compratori e venditori, di il nome di Paviglione». Per altri il nome del Portico del Pavaglione in Piazza Maggiore, di fronte a Palazzo d’Accursio, deriverebbe dalla parola dialettale, storpiata dal francese “papillon”  – farfalla, in questo caso quelle del Baco da seta per l’appunto.

consigli per la coltivazione: Il gelso bianco cresce su qualsiasi tipologia di terreno, dall’argilloso al sabbioso, presentando un’elevata rusticità e capacità di adattamento. Necessita di terreno umido, anche se non bagnato costantemente. Tipiche erano le coltivazioni in Pianura Padana lungo i canali e i fossi per lo scolo dell’acqua, dove interi filari di gelsi delimitavano i bordi dei campi, beneficiando dell’ambiente umido e acquoso che i canali stessi garantivano.

Albero delle Lanterne Cinesi

Koelreuteria paniculata- famiglia Sapindacee

Proprietà: pianta originaria della Cina e della Corea. Specie caducifoglia di piccole-medie dimensioni può raggiungere i 10 – 13 metri di altezza.  Ha caratteristiche foglie composte  pennate, con 7-17 foglioline dentate o lobate, e la loro lunghezza complessiva può superare i 45 cm. I fiori sono piccoli (circa 1 cm di diametro), compaiono solitamente a giugno; di colore giallo, sono raccolti in pannocchie piramidali.  Nella tarda estate,  produce gli inconfondibili frutti, che sono delle vescichette a forma di cuore appuntite, (le cosiddette “lanterne cinesi”), lunghe 4–5 cm,di colore giallo-bruno, che contengono semi neri.

Curiosità: la pianta fu importata in Europa nel XVIII secolo e deve il suo nome al botanico tedesco J. G. Kolreuter, cui fu dedicata, noto per i suoi studi sull’ibridazione delle specie vegetali e sulla loro applicazione pratica.

Consigli per la coltivazione: è pianta molto rustica e preferisce le posizioni soleggiate ma sopporta una leggera ombra. Desidera terreni ben drenati, dove non si formi ristagno, sciolti ma allo stesso tempo ricchi di sostanza organica a diverso grado di decomposizione, possibilmente profondi.

Ciliegio

Prunus avium- famiglia Rosaceae

Proprietà: pianta con origini Eurosiatiche in senso stretto, dall’Europa al Giappone con areale originario nel Ponto, intorno al mar Caspio.
Specie caducifoglia di medie dimensioni può raggiungere i 12 – 18 metri di altezza.  Ha caratteristiche foglie spiralate, alterne, semplici, penninervie, lunghe 5-15 cm. La pianta fiorisce tra aprile e maggio con fiori lungamente peduncolati, con calice verde e glabro, composto da 5 sepali che si piegano all’indietro e corolla formata da 5 petali bianchi smarginati all’apice. I fiori sono riuniti in ombrelle pauciflore sui brachiblasti e l’impollinazione è entomofila.

Curiosità: il nome in latino sembra derivi dal fatto che le sue drupe (ciliegie) molto ricercate dagli uccelli (“avium” significa, degli uccelli), oltre che da molti mammiferi, uomo compreso. La coltivazione del ciliegio è antichissima; sembra che Plinio affermasse che prima del 74 a.C. quando il console romano Lucio Licinio Lucullo sconfisse Mitridate Re del Ponto, «Cerasia […] non fuere in Italia» (“Non vi erano ciliegie in Italia”). Riteneva, inoltre, fosse stato Lucullo stesso ad introdurre la pianta, diffusa poi nei 120 anni successivi attraverso l’Europa fino alla Britannia.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate ed è abbastanza resistente alla siccità. Specie dalla grande adattabilità a diversi tipi di terreno, da acido ad alcalino.

Tiglio selvatico

Tilia cordata – famiglia Malvaceae

Proprietà: pianta originaria dall’Europa al Caucaso . Specie caducifoglia di medie-grandi dimensioni può raggiungere i 20 – 25 metri di altezza. Foglie alterne o spiralate, lunghe 6-12 cm, ovate, con evidenti nervature terziarie parallele, cordato alla base, regolarmente serrate con denti acuti e bruscamente acuminate all’apice. Fiore: ermafroditi, profumati, riuniti in un’infiorescenza pendula e pauciflora (2-5 fiori); sepali lunghi 3-4 mm e petali 6-8 mm bianco-giallognoli con fioriture a fine maggio-giugno. Frutti piriformi, sub-globosi, grigio-tomentosi, duri e lignificati con 5 coste rilevate, di 8-15 mm, maturano in ottobre; semi profondamente dormienti e in natura hanno bisogno di rimanere nel terreno almeno due anni per germinare.

Curiosità: il tiglio è da sempre una pianta molto apprezzata da tutte le popolazioni europee, grazie anche alle proprietà erboristiche calmanti dei suoi fiori, già conosciute dai Greci. Nel 1848 il naturalista francese Duchartre scrisse che “Tutte le parti del Tiglio sono utili; il suo legno compatto e di grana fine lo rende adatto alla scultura […] in falegnameria ed in ebanisteria. La sua corteccia flessibile e resistente serve a fare legacci, funi grossolane e stuoie. Le foglie erano utilizzate da i Romani come foraggio per il bestiame […] e in certe parti dell’Europa settentrionale la linfa del Tiglio era utilizzata per fabbricare zucchero […]”

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate, predilige terreni freschi, profondi, umidi e ben drenati, a reazione neutra o sub-alcalina, tuttavia ha un alto grado di adattamento.

Sofora

Sophora japonica (Styphnolobium japonicum) – famiglia Fabaeae

Proprietà: Pianta mesofilo-termofila originaria della Cina e della Corea. Introdotto in Giappone in epoca molto remota, ha cominciato ad essere utilizzato in Europa nel Settecento come pianta ornamentale. Specie caducifoglia di medie-grandi dimensioni può raggiungere i 20 – 25 metri di altezza. Ha caratteristiche foglie composte decidue, picciolate, alterne, imparipennate, lunghe fino a 25 cm, con 7-13 segmenti ovato-acuti lunghi 5 cm, a margine intero, più chiari nella pagina inferiore . I fiori ermafroditi, gialli o biancastri, sono riuniti in infiorescenze racemose profumati e fioriscono in luglio-agosto. Il frutto è un lomento cilindrico, strozzato fra i semi, prima verde quindi giallo-bruno, ricco di polpa trasparente; i semi sono globosi .

Curiosità: Il termine generico sofora deriva probabilmente dal nome arabo di una pianta indeterminata, presumibilmente simile, anch’essa con fiori papilionacei molto simili.

Consigli per la coltivazione: pianta che ama l’esposizione al sole sebbene propensa alla sopportazione di zone d’ombra. Nello specifico, la luce solare è utile per lo sviluppo di un fogliame abbondante nonché per fiori e semi che, senza calore, hanno difficoltà a giungere a maturazione. La Sofora riesce abbastanza ad adattarsi a condizioni del terreno differenti. Tuttavia, è sempre preferibile piantarla in terreni sciolti e leggeri, questi , inoltre, dovrebbero essere molto fertili e non presentare ristagni d’acqua.

Zelkova giapponese

Zelkova serrata – famiglia Ulmaceae

Proprietà: Il genere Zelkova era ampiamente diffuso in tutto l’emisfero boreale sino al Pliocene. Le estese glaciazioni del Pleistocene hanno confinato il genere al suo attuale areale che comprende soprattutto l’Asia sudoccidentale e orientale. Fu introdotta in Europa nel XIX secolo. Viene utilizzata nei parchi anche la Zelkova carpinifolia originaria del Caucaso. Specie caducifoglia di medie dimensioni può raggiungere i 15 –25 metri di altezza. Ha caratteristiche foglie lunghe fino a 10- 12 cm, di forma ovato-ellittica e con margine dentato e e attacco delle lamine al picciolo leggermente cordata. I fiori sono unisessuali, poco appariscenti e di colore giallo-verdastro; i frutti sono piccole noci dal diametro di 5-6 mm. Presenta un fogliame molto colorato nei mesi autunnali (giallo-arancio-rosso).

Curiosità: Il nome Zelkova deriva dalla parola “tselkwa” che il nome comune caucasico per indicare la Zelkova carpinifolia .Nei paesi asiatici la Zelkova serrata è una delle specie più utilizzata per la realizzazione di bonsai.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate ma si adatta anche in mezz’ombra, caratterizzata da una crescita lenta è specie longeva. Pianta rustica con poche esigenze specifiche in fatto suolo. Appartiene alla famiglia dell’Olmo, ma ha il vantaggio di resistere alla malattia detta “grafiosi dell’olmo”.

Schede botaniche

Arbusti:

Abelia

Abelia x grandiflora e Abelia x grandiflora “Edward Goucher”- famiglia Linneaceae

Proprietà: Al genere Abelia fanno parte circa una ventina di specie, quasi tutte originarie della Cina, alcune provengono da Messico e Giappone. L’Abelia chinensis fu scoperta nel 1800 circa, dal medico Clarke Abel, che si era recato in Cina anche per studiarne la flora.
Si tratta di un arbusto sempreverde o semi-sempreverde dal portamento tondeggiante, che può arrivare a superare il metro d’altezza .Le foglie sono piccole e ovali, con i margini dentellati. Appena nate sono bronzee, col tempo diventano di un bel verde scuro e lucide.
Molto apprezzata come pianta da giardino, l’A. grandiflora ha bellissimi fiori bianchi variegati di rosa, che fioriscono da fine maggio-giugno a settembre, la cultivar A. Edward Goucher fiorisce da giugno a settembre con piccoli fiori lillà – rosa. In alcune varietà questi sono tubolosi, in altri casi a campanula.

Curiosità: Fin dall’antichità viene coltivata dai cinesi come pianta a scopo rituale. Secondo antiche credenze tale pianta ha infatti il potere di proteggere la casa e i suoi abitanti, compresi gli animali domestici.

Consigli per la coltivazione: L’Abelia grandiflora può raggiungere i 200 – 300 cm mentre la A. Edward Goucher è più piccola e ha altezze tra i 100 e i 120 cm. Ed è perfetta per formare bordure. Ama i luoghi soleggiati o a mezz’ombra, purché riparati dai venti. Cresce bene in tutti i tipi di terreno ben drenati e molto fertili. Il substrato ottimale, che garantisce una fioritura più abbondante e prolungata, è un miscuglio di comune terreno, materiale organico e sabbia grossolana.

Abelia

Abelia x grandiflora e Abelia x grandiflora “Edward Goucher”- famiglia Linneaceae

Proprietà: Al genere Abelia fanno parte circa una ventina di specie, quasi tutte originarie della Cina, alcune provengono da Messico e Giappone. L’Abelia chinensis fu scoperta nel 1800 circa, dal medico Clarke Abel, che si era recato in Cina anche per studiarne la flora. Si tratta di un arbusto sempreverde o semi-sempreverde dal portamento tondeggiante, che può arrivare a superare il metro d’altezza .Le foglie sono piccole e ovali, con i margini dentellati. Appena nate sono bronzee, col tempo diventano di un bel verde scuro e lucide. Molto apprezzata come pianta da giardino, l’A. grandiflora ha bellissimi fiori bianchi variegati di rosa, che fioriscono da fine maggio-giugno a settembre, la cultivar A. Edward Goucher fiorisce da giugno a settembre con piccoli fiori lillà – rosa. In alcune varietà questi sono tubolosi, in altri casi a campanula.

Curiosità: Fin dall’antichità viene coltivata dai cinesi come pianta a scopo rituale. Secondo antiche credenze tale pianta ha infatti il potere di proteggere la casa e i suoi abitanti, compresi gli animali domestici.

Consigli per la coltivazione: L’Abelia grandiflora può raggiungere i 200 – 300 cm mentre la A. Edward Goucher è più piccola e ha altezze tra i 100 e i 120 cm. Ed è perfetta per formare bordure. Ama i luoghi soleggiati o a mezz’ombra, purché riparati dai venti. Cresce bene in tutti i tipi di terreno ben drenati e molto fertili. Il substrato ottimale, che garantisce una fioritura più abbondante e prolungata, è un miscuglio di comune terreno, materiale organico e sabbia grossolana.

Buddleia – Albero delle farfalle

Buddleja globosa- famiglia Scrophulariaceae

Proprietà: Il genere Buddleja è costituito da circa un centinaio di specie sia sempreverdi che spoglianti (alcune sono alberi anche di 30 metri) originarie in prevalenza dell’Asia orientale, ma anche del sud Africa e dell’America, in particolare la B. globosa è originaria del Cile. L’infiorescenza è in capolini terminali, globulari; il colore dei fiori è giallo-aranciato e sono profumati; le foglie sono acuminate di colore verde-scuro e dall’aspetto rugoso ma glabrescenti; l’altezza del fusto raggiunge i 5–6 metri; la pianta è sempreverde e fiorisce sui rami dell’anno precedente.

Curiosità:  Il nome del genere Buddleja deriva dall’inglese Adam Buddle (1662 – 1715), medico e botanico per passione nonché rettore nell’Essex che fu uno dei primi che la studiò. Vengono dette piante della farfalle perché questi insetti sono particolarmente attratti dai fiori del genere Buddleja, per il loro nettare.

Consigli per la coltivazione: Sono piante poco esigenti, gradiscono posizioni calde e soleggiate, al riparo dai venti gelidi in terreno sciolto e permeabile. La B. globosa fiorisce tra giugno e agosto sul legno dell’anno prima e può essere potata solo al termine della fioritura.

Lavanda

Lavandula officinalis- famiglia Lamiaceae

Proprietà: questa pianta ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile. Specie sempreverde questi arbusti compatti, che possono raggiungere i 2-3 metri di altezza, hanno le tipiche foglie lineari, tozze e leggermente coriacee, ricoperte da fitti peli bianchi, che danno al fogliame il tipico colore grigiastro. L’aspetto del fogliame accomuna tutte le specie, così come quello dei fiori, disposti in piccole spighe all’apice dei fusti, di colore lilla – lavanda, con i fiori terminali spesso provvisti di petali dall’aspetto di piccole ali. La fioritura avviene tra giugno e settembre.

Curiosità: Specie tipicamente aromatica ampiamente utilizzata per i suoi olii essenziali presenti nei fiori che vengono usati nei più disparati usi dalla cucina, all’erboristeria (famose se sue tisane calmanti), dalla cosmesi alla farmacopea. Questo arbusto ha anche un buon effetto repellente nei confronti dei più comuni insetti che popolano le nostre case, quali tarme molli, mosche e zanzare. Il nome comune “lavanda” con il quale siamo abituati a chiamare queste piante (ma anche quello scientifico del genere Lavandula) è stato recepito nella lingua italiana dal gerundio latino “lavare” ( = che deve essere lavato) per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell’antichità (soprattutto nel Medioevo) per detergere il corpo.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate (può sopportare temperature di alcuni gradi al di sotto dello zero, fino a circa -12°C); sono abbastanza ubiquitarie per quanto riguarda i suoli e prosperano bene anche in quelli calcarei, sassosi e sabbiosi ad eccezione di quelli acidi o troppo umici. Per evitare che con gli anni l’arbusto si allunghi troppo, rimanendo spoglio nella parte bassa, quando i fiori cominciano ad appassire si pota l’intero arbusto, accorciando tutti i rami fino a circa la metà, favorendo così uno sviluppo più compatto e denso.

Ortensia

Hydrangea macrophylla- famiglia Hydrangeaceae

Proprietà: questa specie fu rapportata in Europa nel XVII secolo dall’Asia (Giappone, Cina). Nel 1788 l’inglese Sir Joseph Banks portò dalla Cina nei Kew Gardens di Inghilterra una varietà di Hydrangea, dalla quale le diverse specie migliorate nacquero e furono diffuse in Europa. Specie caducifoglia di medie-grandi dimensioni può raggiungere i 1,5 – 2 metri di altezza.  Ha caratteristiche grandi foglie ovaliformi leggermente appuntite con margine finemente dentato. La pianta fiorisce tra giugno e settembre con evidenti infiorescenze rotondeggianti  che, a seconda delle cultivar possono essere bianche, rosa, rosse; se il terreno è acido le cultivar rosa e rosse tendono a virare al violetto – blu.

Curiosità: Il nome scientifico di questo genere risale ufficialmente a Linneo che lo descrisse nell’opera Species Plantarum (1753); ma sembra che il  botanico olandese Gronovius, sia stato  probabilmente il primo a usare il nome scientifico Hydrangea. Tale nome viene dalle parole greche ὕδωρ (hydor) « acqua » e ἄγγος (angos) « vaso » e quindi significa « vaso d’acqua », per la forma dei frutti simili a coppe per l’acqua.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone ombreggiate o semi ombreggiate necessita di un clima fresco,  su terreni ben drenati. Le ortensie non vegetano in terreni argillosi o anche calcarei poiché troppo basici e possono causano la morte delle radici. Cresce bene invece in terreni vulcanici (sia granitici che effusivi), in quelli ricchi di humus e torbosi.

Iperico

Hypericum patulum “Hidcote”- famiglia Guttiferae

Proprietà: pianta che come genere è presente in molte aree del mondo con una vasta gamma di habitat. Questa specie è semi-sempreverde, ha foglie ovato-lanceolate verde scuro, glauche sulla pagina inferiore e fiori molto decorativi di colore giallo oro, larghi fino a 6 cm., con stami evidenti arancione che fioriscono da metà giugno a settembre/ottobre.  Forma un cespuglio compatto, dalla crescita veloce; può raggiungere un’altezza di 1,50-1,70 mt. e una larghezza di 1,20-1,50 mt.

Curiosità: la sua specie spontanea, l’Hypericum perforatum, è anche detta Erba di San Giovanni perché  il 24 giugno veniva effettuata la raccolta delle sue sommità fiorite per essere messe a macerare nell’olio, da usare sulla pelle in caso di scottature . In alcune zone è noto anche con il nome di “erba scacciadiavoli”, veniva bruciata in casa proprio per allontanare spiriti maligni. E’ stata considerata un’erba magica per secoli, in generale protettiva contro i fantasmi, i fulmini e la stregoneria.

Consigli per la coltivazione: pianta che non ha particolari esigenze di terreno, si adatta anche a substrati poveri e sabbiosi. Può essere esposta sia a mezz’ombra che a pieno sole dove però prospera molto meglio. E’ molto resistente alla siccità e alle basse temperature.

Rose arbustive e/o coprisuolo

Rosa Meilland “Liane Foly” – Rosa Meilland “Lady Romantica” – famiglia Rosaceae  ,

Proprietà: genere molto ubiquitario, dall’Europa all’Asia, dal Nord Africa all’America del Nord. Specie caducifoglia; queste cultivar sono state ibridate dalla ditta Meilland Richardier e sono di piccole-medie dimensioni a portamento arbustivo.  Hanno caratteristiche foglie  foglie alterne, composte ogni foglia ha in genere dalle 5 alle 7 foglioline ovaliformi a volte finemente dentate. La cultivar “Lady Romantica ® “è una rosa  dai fiori doppi bianco panna con circa 120 petali. Fiorisce in abbondanza con fiori da metà maggio a luglio ed offre un superbo effetto di insieme con il portamento basso e compatto. Diametro del fiore : circa 8 cm. Altezza adulta della pianta : 60/100 cm. La cultivar “Liane Foly ®”  ha  una fioritura eccezionale, praticamente ininterrotta da maggio alle gelate. I piccoli fiori giallo vivo di circa 9 petali sono armoniosamente distribuiti lungo il contorno della pianta nascondendone perfettamente il cuore. Gode di una forte vegetazione e sviluppa piccole foglie brillanti. La sua resistenza al gelo e alle malattie è ottima. Diametro del fiore : circa 6 cm. Altezza adulta : 40/80 cm

Curiosità: nel 1867: nasce la prima «rosa moderna», con il primo Ibrido di Rosa Tea, ‘La France’; questa data si considera, per convenzione, una sorta di spartiacque tra le rose antiche (quelle coltivate da specie spontanee) da quelle moderne, cioè le cultivar ibridate. I colori delle rose moderne abbracciano quasi tutti quelli dello spettro visivo. La rifiorenza per molte di queste rose di solito è prolungata fino all’autunno inoltrato.

Consigli per la coltivazione: pianta che vive bene in zone soleggiate anche su terreni ricchi e profondi.

Spirea

Spiraea arguta – Spiraea thumbergii – famiglia Rosaceae

Proprietà: le Spiree sono in natura arbusti largamente distribuiti nelle regioni temperate di Europa, Asia e Nord America compreso il Messico.  La S. arguta è un arbusto deciduo, denso, arrotondato e con getti ricurvi; foglie lanceolate strettamente oblunghe con bordo dentato di color verde brillante, alto fino a 250 cm. Ha fiori bianchi a piattino in corimbi terminali larghi fino a 6 cm. con fioriture da aprile a giugno. La S. thumbergii è un arbusto deciduo o semi – sempreverde, denso, cespuglioso; foglie lanceolate slanciate con bordo poco dentato di color verde chiaro, alto fino a 150 cm. Ha fiori bianchi a piattino in corimbi terminali larghi fino a 5 cm. con fioriture da maggio a giugno. Ideale per siepi fiorite, è perfetta anche nei giardini urbani o sul terrazzo di una casa di città, perché tollera lo smog e generalmente ha poche esigenze.

Curiosità: Il nome botanico di questo affascinante genere deriva dal greco speira, facendo diretto riferimento alla forma dei fiori a spirale. In antichità era considerata una pianta sacra e simbolica soprattutto per le religioni druidiche. Nel Rinascimento era utilizzata per curare diverse malattie, grazie proprio alle sue importanti proprietà antipiretiche, antinfiammatorie e analgesiche. Da sempre al centro di numerosi studi: nel 1845 il Dottor Kolbe riuscì per primo ad isolare l’acido salicilico presente nella pianta, (acido presente anche nella corteccia dei salici). Questo grande risultato avrebbe portato nel tempo a brevettare da parte di una industria farmaceutica il medicinale con il nome di aspirina® (a-Spir, appunto dal nome tedesco della Spiraea). Alcune specie erano conosciute anche come “Regina dei Prati”, perché, la leggenda dice, che erano le piante preferite dalla Regina Elisabetta I d’Inghilterra.

Consigli per la coltivazione: sono generalmente pianta rustiche ma fioritura precoce della S. arguta può essere danneggiata da gelate tardive. Specie che vivono bene in zone soleggiate con terreni fertili freschi ma ben drenati.

Palla di Neve nana

Viburnum opulus “Nanum”- famiglia Caprifoliaceae

Proprietà: genere originaria dei boschi delle regioni temperate nordiche di Europa ed America che si estendevano fino all’Asia sudorientale e all’America meridionale. Vigoroso arbusto deciduo con foglie simili a quelle dell’acero, trilobate, vrde scuro viranti al rosso in autunno. La fioritura avviene tra maggio e giugno su infiorescenze bianche a cima piatta terminale larghe fino a 6-8 cm., composte da fiori centrali fertili tubulari circondati da vistosi fiori piatti sterili. La varietà “Nanum” è una pianta compatta alta fino a 60 cm., e larga 80 cm. ideale per bordure.

Curiosità: il nome Il nome del genere Viburnum deriverebbe forse dal latino ”viere“: legare, unire; probabile allusione alla sua flessibilità, mentre il nome  opulus è il nome latino di alcune specie d’acero, in particolare Acer opalus, per una certa somiglianza con le sue foglie. Alcune specie di viburno hanno delle stipole disposte alla base del lembo fogliare, simili a ghiandole nettarifere che, ingannandole, richiamano le formiche; la loro presenza, eserciterebbe indirettamente una sorta di protezione delle foglie da altri insetti aggressori.

Consigli per la coltivazione: sono piante abbastanza rustiche; si coltivano su terreno moderatamente fertile, fresco ma ben drenato; al sole o in ombra parziale.

Weigela

Weigela florida Rosea- famiglia Caprifoliaceae ,

Proprietà: pianta originaria dell’Asia orientale. Specie caducifoglia di grandi dimensioni può raggiungere i 200 cm. di altezza.  E’ un arbusto espanso con getti ricurvi foglie decidue, opposte, ovali, affusolate, dentate, di solito lunghe fino a 10 cm. di color verde scuro. I fiori sono imbutiformi di color rosa, lunghi circa 3 cm., riuniti in corimbi che fioriscono tra maggio e giugno.

Curiosità: La prima specie raccolta per i giardini occidentali, Weigela florida, presente nella Cina settentrionale, in Corea e in Manciuria, fu ritrovata dall’esploratore Robert Fortune e importata in Inghilterra nel 1845. In seguito all’apertura del Giappone agli occidentali, altre diverse specie di Weigela furono “scoperte” dai “cacciatori di piante” europei negli anni tra il 1850 ed il 1860, sebbene fossero già ben note alle popolazioni locali. Questa specie  prende il nome dal naturalista e chimico tedesco Christian Ehrenfried Weigel a cui fu dedicata.

Consigli per la coltivazione: sono arbusti rustici; che si coltivano bene su qualsiasi terreno fertile ben drenato,ma non troppo leggero o secco. Sono piante da pieno sole o in mezz’ombra. Per ottenere cespugli vigorosi, con abbondanza di fiori nella successiva stagione, vanno potati non appena è terminata la fioritura.

BOLOGNA
11-13 giugno

PALERMO
25-27 giugno

ROMA
16-18 luglio

TORINO
3-5 settembre

PADOVA
17-19 settembre