VerdeCittà a Padova

Data: venerdì 17 – domenica 19 settembre 2021

Orari: venerdì 10:00-20:00 / sabato e domenica 10:00-19:00

Luogo: Liston

Si conclude a Padova VerdeCittà, il progetto finanziato dal MiPAAF e coordinato dal CREA, realizzato da Padova Hall con il supporto tecnico scientifico del Conaf, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici che il verde apporta non solo alla bellezza, ma anche alla salute e al benessere delle nostre città. Le evidenze della ricerca dimostrano che il verde urbano, se ben pianificato, può dare un contributo fondamentale al controllo degli eccessi climatici, al risparmio idrico ed energetico nonchè alla qualità dell’aria. 

Il centralissimo “Liston” ospita, anche grazie al supporto del Comune di Padova, un’area verde temporanea che mostrerà il ciclo di vita dell’albero in ambiente urbano, inevitabilmente diverso da quello che sarebbe sia in area forestale, sia in area agricola. 
L’installazione – appositamente realizzata da un esperto progettista CONAF – vuole far cogliere i passaggi evolutivi di un albero in città. A tal fine, infatti, sono state scelte specie arboree autoctone o anche non autoctone, ma ormai naturalizzate e talmente diffuse a Padova, da essere diventate ormai una caratteristica del paesaggio urbano, come ad esempio la Sophora Japonica (che richiama gli e semplari secolari di Piazza Capitaniato). 

Sophora Japonica
Sophora Japonica
Sophora Japonica

Un’area espositiva, inoltre, sarà dedicata alla presentazione del Progetto e alla promozione di una cultura più consapevole dell’importanza del verde e dell’eccellenza del florovivaismo made in Italy. Personale adeguatamente formato sarà a disposizione per dare informazioni e consigli sui benefici del verde, sia pubblico che privato, nonché sulla sua gestione quotidiana.

Sempre presso lo stand di VerdeCittà sarà possibile prenotarsi per le visite gratuite esclusive all’Orto Botanico (sabato ore 16:30) e ad alcuni giardini di dimore storiche, appositamente aperti per VerdeCittà e riservate ai visitatori dell’area verde: 

  • “Padova ha un’anima verde. Anticipazioni del festival di giardini aperti Anime Verdi – Via Galilei e Via Zabarella “ domenica ore 10.30 
  • “Padova ha un’anima verde. Anticipazioni del festival di giardini aperti Anime Verdi – Prato della Valle” domenica ore 17.00 

Venerdì 17 settembre alle ore 12:30 si svolgerà l’inaugurazione, nel corso della quale, il Coordinatore del Progetto Gianluca Burchi donerà le piante utilizzate per l’installazione di VerdeCittà al Comune di Padova, rappresentato dall’Assessore all’Ambiente-Verde Chiara Gallani, affinchè possano essere ricollocate in città. 

Vi aspettiamo venerdì 17 dalle 10 alle 20, mentre sabato e domenica saremo aperti dalle 10 alle 19, anche per info e prenotazioni. 

LA GUIDA

Alla scoperta dell’installazione VerdeCittà di Padova.

Cenni storici o curiosità sulla location prescelta:

Nell’800, fra gli anni ’20 e ’60, la città di Torino si espanse verso sud-ovest, dando luogo a Borgo Nuovo. Nell’ambito di questa area, utilizzando la forma e la pendenza dei bastioni, vennero creati i Giardini dei Ripari o “Remparts”, un vero e proprio parco cittadino che, comprendendo collinette e spianate, si estendeva nel territorio oggi occupato dall’aiuola Balbo, dai Giardini Cavour e da Piazza Maria Teresa.

I Giardini Cavour vennero realizzati nel 1875, ispirati ad un modello naturalistico, movimentato da piccole collinette e percorsi tortuosi. I Giardini si trovano al centro dell’omonima piazza, circondata da palazzine ottocentesche, fra le quali ricordiamo Palazzo Biscaretti di Ruffia, il Convento delle Monache Sacramentine e la Scuola elementare Tommaseo.

Così come per i Giardini Reali, anche la morfologia dei Giardini Cavour denuncia la preesistenza di tracciati difensivi seicenteschi, i cui dislivelli, fra il 1872 e il 1875, furono risolti in aiuole multiformi tipiche dello stile “all’inglese”, dove vennero messi a dimora grandi alberi come platani, tigli, querce, ippocastani, aceri, pini, abeti e magnolie. Punto focale del giardino è uno splendido e monumentale esemplare di platano, più che centenario, alto 35 metri la cui chioma arriva a 28 metri.

All’interno dei giardini è possibile ammirare la statua bronzea dedicata al Generale, politico e diplomatico risorgimentale Carlo Felice Nicolis, conte di Robilant, donata alla città di Torino intorno al 1900 dal Circolo Centrale Torinese.

Cenni storici o curiosità sulla location

Importante via del centro storico sul quale si affaciano palzzi sorici (Palazzo Bò –Università degli Studi di Padova, palazzo Moroni-sede Municipale Caffè Pedrocchi…).

Cosa vedrà il visitatore

Il visitatore passeggerà sul Lìston affiancando un filare composto da alberi via via di dimensioni maggiori, fino ad arrivare al Palazzo Municipale (Moroni), ove saranno presenti 3-4 esemplari arborei di dimensioni maggiori. In piazza Cavour sarà presente anche un grande albero morto, steso su tappeto erboso, con cartellonistica tesa a far comprendere che il ciclo di una albero non si esaurisce con lo schianto o la caduta. Lungo il percorso saranno presenti anche alcune aiuole fiorite.

Concept

L’idea progettuale è basata sul la vita e ciclo dell’albero in ambiente urbano, inevitabilmente diversa da quello che avrebbe in area forestale e ancora diversa da quella che avrebbe in area agricola. Il progetto vuole far cogliere i passaggi evolutivi di un albero in città. Sono state scelte specie arboree autoctone, o naturalizzate, tra le maggiormente diffuse in città e alcune, anche non autoctone, che caratterizzano la città di Padova, come ad esempio  Sophora japonica (che richiama gli esemplari secolari di Piazza Capitaniato).

Chi lo ha fatto

Il gruppo di lavoro è composto da Dottori Forestali iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Padova): Claudia Alzetta, Mauro Borgato, Pamela Nichele e Andrea Rizzi.

LA PLANIMETRIA

Scopri il programma e i relatori del webinar

Il webinar di VerdeCittà

Vivere il Verde in città fa bene! 
venerdì 17 settembre 2021 dalle ore 10.00 

 Un ringraziamento speciale a: 

Coltiviamo la qualità di ogni pianta come dei nostri servizi. Selezioniamo con rigore le sementi e i giovani esemplari, rispettiamo le distanze di piantagione per garantire uno sviluppo equilibrato, utilizziamo in modo lungimirante sostanze fertilizzanti perché non alterino la composizione chimica dei terreni, controlliamo la crescita e la salute delle piante intervenendo con potature stagionali e attività di prevenzione dalle malattie.

Schede botaniche

Cycas revoluta - Famiglia: Cycadaceae

nome volgare: Cycas

proprietà: E’ una pianta molto simile alla palma, con cui spesso viene confusa.

In realtà non si tratta di palme; le cicadacee sono tra le piante più antiche presenti sulla terra, sono delle gimnosperme, più vicine come parentela alle conifere che alle palme.

Queste piante sviluppano anche una particolarissima fioritura; prima di tutto sono dioiche, e quindi i fiori femminili ed i fiori maschili si trovano su piante differenti; il fiore maschile è una specie di pannocchia a allungata, lunga svariate decine di centimetri, di colore bianco o crema; il fiore femminile ha invece forma tondeggiante, ed è costituito da strutture simili a piccole foglie pelosette, alla cui base è ben visibili l’ovario. Quando i fiori femminili vengono impollinati, l’ovario si sviluppa divenendo carnoso, e il fiore ricorda un cesto di piccoli frutti arancioni, simili a prugne di dimensioni minute. I frutti di cycas non sono commestibili, al contrario sono estremamente tossici e velenosi.

curiosità: Il nome cycas deriva dal greco Koikas, che significa: simile alle palme. La Cycas è una delle specie arboree più antiche giunte fino a noi dall’Asia. Il fiore della Cycas femmina si rivela come un’infiorescenza formata da macrosporofilli riuniti in strobili

nota dell’autore (laddove possibile) questa pianta per me significa..

consigli per la coltivazione domestica (naturalmente laddove possibile): Le Cycas non hanno particolare esigenze in fatto di terreni. E’ sufficiente che il terreno sia fertile e ben drenato e collocate in  pieno sole

olmo siberiano

Proprietà: albero a foglie caduche che raggiunge i 20 m di altezza. Alta resistenza alla siccità e all’inquinamento atmosferico, adatta per le aree verdi urbane e per viali cittadini.

Curiosità: Originaria della Siberia e Cina settentrionale, è coltivata soprattutto per la resistenza a periodi prolungati di gelo e siccità.

pero da fiore

Proprietà: albero che raggiunge altezze massime di 6-7 m, con forma della chioma conico-piramidale compatta. Fioritura copiosa, molto ornamentale. Resistenza alle patologie ed all’inquinamento atmosferico.

Curiosità: I fiori, bianchi, semplici, riuniti in mazzetti, sbocciano poco prima delle foglie, tanto numerosi da far assomigliare la pianta a una soffice nuvola.

carpino bianco

Proprietà: albero che ha una vita media di 150-200 anni perciò non molto longevo e di altezza di 15-(25) m con portamento dritto e chioma allungata.

Curiosità: assieme alla farnia, specie principale del Querco-carpineto planiziale. Legno molto utilizzato come combustibile e in passato per la costruzione di attrezzi agricoli (per la sua durezza era usato per costruire ingranaggi).

acero campestre

Proprietà: albero deciduo di piccole o medie dimensioni, 10-20-(22) m, con tronco spesso sinuoso e chioma abbastanza densa che diviene rotondeggiante; di crescita non molto sostenuta in gioventù, diventa presto lenta, è poco longevo (da 120 a 150 anni circa)

curiosità: L’acero campestre per le ridotte dimensioni, per il fatto che sopporta bene i tagli e poiché le foglie sono molto appetite dagli animali alto contenuto proteico), ha rappresentato il tutore vivo maggiormente utilizzato nella cultura della vite. Pianta mellifera. Il legno veniva usato per la fabbricazione di piccoli oggetti, perché duro e pesante. Ottimo combustibile.

Bagolaro

Proprietà: grande albero che può raggiungere i 20-25 metri di altezza. La chioma è ampia, globosa, densa ma leggera, di colore verde chiaro

Curiosità: Il suo legno bianco-grigiastro è duro e compatto, pesante ed elastico. Dà anche un ottimo legno da ardere e se ne può fare carbone. Per la sua resistenza ed elasticità era usato per fabbricare manici di attrezzi, stecche da biliardo e fruste. Il frutto, dalla polpa dolciastra, è commestibile ma non molto gustoso. Gli uccelli invece ne consumano grandi quantità favorendo così la disseminazione.

Molto impiegato nei parchi e nelle alberature dei viali, quando si ha sufficiente spazio per permettere la crescita di questo albero di grandi dimensioni.

Platano

Proprietà: grande albero dal rapido accrescimento, alto fino a 30-40 metri. Viene ampiamente utilizzato come albero da viali, quando lo spazio è consono,  perché tollera anche condizioni di pesante inquinamento e reagisce bene alle potature, se condotte a regola d’arte e secondo quanto previsto dalla normativa vigente (“Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata” D.M. 29.02.2012; Decreto della Giunta Regionale del Veneto n. 24 del 11.06.2012)

Curiosità: questa varietà di platano, a noi oggi familiare, prese origine nel 1670 in Inghilterra, presso il giardino botanico di Oxford, come incrocio tra platano occidentale e platano orientale, rispettivamente originari degli Stati Uniti dell’Est il primo e del bacino mediterraneo orientale il secondo. La nuova specie si rivelò di grande vigore e per questo trovò largo impiego anche negli altri Paesi d’Europa.

Tiglio

Proprietà: il Tiglio europeo, detto anche tiglio volgare, è l’ibrido tra Tilia cordata e Tilia platyphyllos. E’ molto diffuso come albero stradale in tutto il nord Italia, raggiunge a maturità i 20-30 metri di altezza, ha la chioma globosa più o meno allungata. La sua fioritura estiva è molto profumata e gradita dalle api.

Curiosità: il nome botanico Tilia deriva dal greco ‘ptilon’ (ala), in riferimento alla brattea che accompagna il frutto e che funge da ala durante la disseminazione facilitata dal vento. Foglie e fiori di tiglio sono molto usati in erboristeria, grazie alle loro proprietà rilassanti e disintossicanti. Il legno è molto ricercato in ebanisteria perché leggero, bianco, flessibile e poco soggetto ai tarli. Diffuso in tutta l’Europa del nord, da sempre abbellisce le piazze ed i luoghi pubblici dove si tenevano le manifestazioni più importanti della vita cittadina.

Gingko

Proprietà: grande albero che può raggiungere i 40 metri di altezza con una chioma di 8 metri di diametro, piramidale da giovane e ovale negli esemplari più adulti. La specie è dioica, ossia presenta strutture riproduttive maschili e femminili separate e su individui diversi. Le foglie sono molto caratteristiche e a forma di ventaglio bilobato (ecco il perché del nome del genere) , in autunno assumono una colorazione gialla molto decorativa

Curiosità: Il Gingko non è  né una conifera, né una latifoglia, ma ad un gruppo a sè stante, ed è l’unica specie appartenente alla sua famiglia: è uno dei rari esempi di fossili viventi, perché è rimasto quasi immutato per più di 200 milioni di anni. Si hanno infatti tracce della presenza di Gingko biloba in fossili risalenti a circa 250 milioni di anni fa. Il Gingko è stato scoperto dagli europei in Cina, dove da molto tempo non vegeta più allo stato spontaneo, ma una millenaria tradizione ne ha fatto una pianta sacra, allevata spesso nei templi e giardini dai monaci Buddisti. Dalle foglie si ottiene un concentrato i cui principi attivi sono consigliati per il miglioramento dell’efficienza e dell’acutezza mentale, e per il miglioramento della circolazione sanguigna a livello cardiaco e cerebrale, aumentando così la concentrazione e la memoria a breve termine.

Albero di Giuda

Proprietà: albero latifoglie di piccole dimensioni che presenta una crescita lenta e può raggiungere i 10m di altezza. Cresce facilmente in ambienti con clima mite, ma fatica a svilupparsi in ambienti che presentano clima rigido.

Curiosità: Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale Giuda Iscariota scelse quest’albero per impiccarsi dopo aver tradito Gesù. In Nord Europa i suoi fiori vengono raccolti ed utilizzati per la preparazione di insalate.

Sofora del Giappone

Proprietà: albero che può raggiungere i 25 metri di altezza, con chioma espansa in orizzontale (pendula nella cv. Pendula. Il tronco è diritto o sinuoso, con una scorza grigio-bruna percorsa da solchi longitudinali. Ha fiori ermafroditi, dal delicato profumo.

Curiosità: per la città di Padova questa pianta assume un ruolo rilevante in quanto alcuni esemplari secolari sono radicati nella centralissima Piazza del Capitanio. I fiori di questa pianta sono utilizzati come rimedio alla fragilità capillare e, in Cina, anche come colorante per i tessuti.

Consigli per la coltivazione domestica: è una pianta che gradisce un clima non troppo rigido e suoli fertili. La pianta cresce abbastanza bene anche in luoghi parzialmente soleggiati ma per poter fiorire e portare a maturazione i semi predilige l’esposizione soleggiata e riparo dai venti. È una pianta che resiste al caldo e anche alle temperature rigide dell’inverno prossime ai -20°C.

Robinia (o Acacia)

Proprietà: è una pianta a crescita rapida che può raggiungere i 25 m di altezza, rustica e con spinosità ridotta (rispetto alla robinia pseudoacacia). La chioma è molto ramificata, di forma tondeggiante.

Curiosità: i suoi fiori profumati producono un nettare molto zuccherino grazie al quale le api producono l’apprezzato miele di acacia.

Consigli per la coltivazione domestica: vanno posizionate preferibilmente in zone soleggiate, ma sono piuttosto resistenti ad alte e basse temperature e all’inquinamento, soffrono il vento.

Storace americano

Proprietà: albero di origine nordamericana a foglie caduche che può raggiungere superare i 30 m di altezza. La sua chioma può raggiungere un diametro di 10m, i suoi frutti sono legnosi e globosi. Resistente al freddo.

Curiosità: la sua resina, chiamata storace, è molto profumata, ha odore balsamico e floreale, veniva infatti utilizzata dagli Aztechi per aromatizzare il tabacco, mentre oggi è impiegata in profumeria come conservante per profumi. Molta apprezzata la colorazione del fogliame nella stagione autunnale, che raggiunge tonalità rosso violacee molto brillanti.

Consigli per la coltivazione domestica: non teme il freddo, va posizionato al sole; ha un apparato radicale ampio, quindi bisogna lasciargli il giusto spazio per potersi sviluppare al meglio.

Parrozia

Proprietà: albero originario dell’Iran di medie dimensioni, con chioma fitta e di forma arrotondata, che nel periodo autunnale si colora di toni gialli, rossi e violetti.

Curiosità: il suo legno è particolarmente duro (utilizzato anche in casi in cui il legno dovrà restare sommerso).

Consigli per la coltivazione domestica: ama prevalentemente l’esposizione in luoghi piuttosto soleggiati. È preferibile posizionarla in un ambiente in cui possa godere della luce solare per parecchie ore al giorno. La pianta sembra favorire climi caldi, ma riesce a tollerare bene anche temperature attorno agli 0°C (tuttavia, non sopporta assolutamente i venti gelidi).

BOLOGNA
11-13 giugno

PALERMO
25-27 giugno

ROMA
16-18 luglio

TORINO
3-5 settembre

PADOVA
17-19 settembre