VerdeCittà a Roma

Data: venerdì 16 – domenica 18 luglio 2021

Orari: venerdì 17:00-21:00 / sabato e domenica 8:00-21:00

Luogo: Piazza San Silvestro 

Arriva a Roma il Progetto VerdeCittà, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici che il verde apporta non solo alla bellezza, ma anche alla salute e al benessere delle nostre città. Le evidenze della ricerca, infatti, dimostrano che il verde urbano, se ben pianificato, p uò d are u n contributo fondamentale al controllo degli eccessi climatici, al risparmio energetico e alla qualità dell’aria. 

La piazza ospiterà, anche grazie al supporto del Comune di Roma, un’area verde temporanea che si presenterà come un sorprendente bosco nel cuore della città. Un’installazione, appositamente creata da un esperto progettista CONAF, che coniuga biodiversità e naturalità, ispirandosi alle antiche foreste del Lazio, massimizzando al tempo stesso, grazie a una scelta attenta, i benefici ambientali. E, proprio per sostenere concretamente l’idea di città sempre più verdi e vivibili, tutte le piante utilizzate, al termine della manifestazione, saranno donate al Comune per essere poi ricollocate nella città. 

Venerdì 16 luglio alle ore 17 si svolgerà l’inaugurazione, nel corso della quale, il Presidente CREA Carlo Gaudio donerà le piante utilizzate per l’installazione di VerdeCittà al Comune di Roma, affinchè possano essere ricollocate nella città a beneficio dei romani. Sarà presente l’Assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.

Vi aspettiamo venerdì 16 dalle 17 alle 21, mentre sabato e domenica saremo aperti dalle 8 alle 21, anche per info e prenotazioni sulle visite culturali proposte. 

LA GUIDA

Alla scoperta dell’installazione VerdeCittà di Roma con la sua creatrice Barbara Invernizzi.

Cenni storici o curiosità sulla location prescelta:

nome volgare: Cycas

proprietà: E’ una pianta molto simile alla palma, con cui spesso viene confusa.

In realtà non si tratta di palme; le cicadacee sono tra le piante più antiche presenti sulla terra, sono delle gimnosperme, più vicine come parentela alle conifere che alle palme.

Queste piante sviluppano anche una particolarissima fioritura; prima di tutto sono dioiche, e quindi i fiori femminili ed i fiori maschili si trovano su piante differenti; il fiore maschile è una specie di pannocchia a allungata, lunga svariate decine di centimetri, di colore bianco o crema; il fiore femminile ha invece forma tondeggiante, ed è costituito da strutture simili a piccole foglie pelosette, alla cui base è ben visibili l’ovario. Quando i fiori femminili vengono impollinati, l’ovario si sviluppa divenendo carnoso, e il fiore ricorda un cesto di piccoli frutti arancioni, simili a prugne di dimensioni minute. I frutti di cycas non sono commestibili, al contrario sono estremamente tossici e velenosi.

curiosità: Il nome cycas deriva dal greco Koikas, che significa: simile alle palme. La Cycas è una delle specie arboree più antiche giunte fino a noi dall’Asia. Il fiore della Cycas femmina si rivela come un’infiorescenza formata da macrosporofilli riuniti in strobili

nota dell’autore (laddove possibile) questa pianta per me significa..

consigli per la coltivazione domestica (naturalmente laddove possibile): Le Cycas non hanno particolare esigenze in fatto di terreni. E’ sufficiente che il terreno sia fertile e ben drenato e collocate in  pieno sole

Cenni storici o curiosità sulla location

Piazza San Silvestro è situata nel Rione Colonna ed è delimitata da via della Mercede a Nord e via del Pozzetto e via di San Claudio a Sud. Trasformata, tra gli anni ‘40 e ‘50, nel maggior capolinea delle linee di autobus e filobus che univano il centro e i vari quartieri periferici, rimase in questo stato sino a quando l’amministrazione capitolina affidò all’architetto Paolo Portoghesi l’incarico di redigere il progetto di riqualificazione.

Piazza di San Silvestro prende il nome dalla chiesa omonima che vi si affaccia, sorta nell’VIII secolo sui resti della casa dei due fratelli pontefici Stefano II e Paolo I: per questo motivo la piazza, nell’alto Medioevo, era denominata, con un vocabolo mezzo greco e mezzo latino, “Catapauli”, ossia “presso (la casa) di Paolo”.

La piazza sorge sull’area anticamente occupata dal “Tempio del Sole”, costruito da Aureliano nel 273 d.C. dopo la conquista di Palmira. L’edificio era formato da due grandi cortili porticati, collegati tra loro da una sala quadrangolare: il primo cortile aveva le pareti ornate da due ordini di nicchie inquadrate da semicolonne, mentre il secondo, di metri 130 x 90, aveva al centro un tempio rotondo con un giro di 16 colonne.

Nei portici venivano custoditi i “vina fiscalia”, ossia il vino destinato alle distribuzioni gratuite. La chiesa di San Silvestro in Capite fu originariamente dedicata ai santi Stefano e Silvestro ma, in seguito, rimase soltanto il secondo con l’aggiunto appellativo “in Capite”, in quanto vi si conserva la testa di San Giovanni Battista.

La facciata della chiesa è affiancata da un elegante campanile romanico di sette piani, costruito tra il XII ed il XIII secolo, all’epoca dei papi Celestino III ed Innocenzo III, quando la chiesa subì un grande lavoro di restauro. Il tetto a spioventi ospita un segnavento bronzeo a forma di gallo, rarissimo esempio dell’età medioevale.

Molti gli interventi di restauro ed ampliamento della chiesa susseguitisi nei secoli, fino alla grande ricostruzione del 1594 ad opera di Francesco da Volterra e di Carlo Maderno; la decorazione fu progettata nel 1680 da Carlo Rainaldi e portata a termine da Domenico De Rossi, che nel 1703 realizzò anche l’attuale facciata

Il 21 aprile 1886 la piazza fu ornata con la statua in marmo di Metastasio, grande poeta e drammaturgo romano, firmata e datata dal fiorentino Emilio Gallori e cinta da una cancellata. Ma la statua nel 1910 venne trasferita in piazza della Chiesa Nuova, dove attualmente si trova.

Le trasformazioni non cessarono: la piazza, come l’ammiriamo oggi, non era così fino alla fine dell’Ottocento, quando tutta una fila di case divideva questa piazza dalla contigua piazza di San Claudio, una divisione oggi indistinguibile.

L’aspetto attuale è dovuto al progetto di Paolo Portoghesi i cui lavori, iniziati nel Maggio 2011, hanno interessato una superficie di circa 6.300 metri quadri. Tra i punti principali: lo spostamento delle linee di trasporto pubblico; la ripavimentazione in lastre di basalto, sampietrini e asfalto fonoassorbente; la rimozione delle barriere architettoniche; realizzazione di percorsi tattili per non vedenti; il rinnovamento dell’illuminazione; l’adeguamento dei sottoservizi e il rifacimento delle caditoie.

Il progetto ha, dunque, previsto una radicale pedonalizzazione dell’intera piazza: una corsia carrabile a senso unico, riservata al passaggio dei minibus elettrici, divide la piazza in due parti: una prima rettangolare, delimitata da quattro panchine angolari, descrive una zona in asse con la chiesa di San Silvestro, costituendone idealmente il sagrato; una seconda, di forma ovale (in ossequio ad una delle forme geometriche più ricorrenti nell’urbanistica e nell’architettura capitolina), è descritta da quattro grandi panchine in travertino pieno proveniente dalle cave di Tivoli, dal profilo simile a quello disegnato da Michelangelo per le sedute intorno alla fontana di Piazza del Campidoglio. Al centro del recinto ovale era prevista anche una fontana, elemento caratteristico di molte piazze romane, non realizzata.

Quest’area è pensata come luogo di incontro adatto ad ospitare manifestazioni culturali, installazioni d’arte, mostre all’aperto, concerti.

L’intento della nuova sistemazione, dagli esiti controversi, era quello di dare un’identità precisa a una piazza in cui non vi sono edifici di grande rilievo ma che, per la sua centralità, potrebbe svolgere il ruolo di centro culturale e di aggregazione cittadina che ebbe Piazza Colonna nell’Ottocento, prima di diventare centro della vita politica della città.

Cosa vedrà il visitatore

L’installazione, pensata per il Progetto VerdeCittà, porterà il visitatore ad immergersi in un bosco ma, invece di trovarsi sulle pendici collinari alla periferia della città, lo accoglierà inaspettatamente in pieno centro urbano. Una situazione inusuale, forse straniante, che vuole portare l’animale urbano a riscoprire la propria componente biofilica. Anche se la costituzione mirabile della città barocca e rinascimentale esclude la presenza della natura (se non addomesticata in acqua di fontana) qui si tenta una chimera. Un bosco in piazza, un’oasi di ombra e silenzio che ripropone le mille riflessioni consumate nella solitudine del Lockdown appena trascorso. Il fruscio delle fronde, lo scorrere delle acque, il canto degli uccelli sono quello strumento taumaturgico che allontanerà da noi lo spavento della Pandemia?

Una esperienza immersiva che non si può demandare agli strumenti informatici.

Concept

Dibattiamo da tempo sul cambiamento del clima, i giovani, gli studiosi e tutte le fasce di popolazione nei diversi continenti, si trovano a fare i conti con innalzamento delle temperature e fenomeni metereologici sempre più catastrofici; confermata ormai l’estremizzazione delle punte climatiche, assistiamo al sotterraneo, ma sensibile, adattamento della vegetazione. Può essere doloroso vedere il filare di ippocastani o il viale di pini soccombere sotto l’onta di ondate di calore o cedere alla violenza di una tempesta o ancora venir meno per la colonizzazione aliena, se a ciò si oppongono i vari protocolli internazionali da Kyoto a Parigi nella piccola dimensione urbana, ma anche in agricoltura e nel vivaismo, dobbiamo adattarci. E’ a questo che mira il progetto VerdeCittà, voluto dal Comune di Roma e da tutti gli attori e promotori in piazza San Silvestro; proporre una nuova logica del verde urbano, promuovere un esperimento fondato sulla riscoperta della naturalità e della biodiversità; partire dal vero significato di resilienza, qui rappresentata dalla varietà di specie che compongono il bosco mesofilo primigenio laziale che lo rendono capace di trasformazione e adattamento, per indicare una via alternativa alla progettazione, alla gestione ed alla fruizione del verde urbano in un’ottica di sostenibilità non solo ambientale, ma economica ed anche sociale. Le specie sono tante e con diverse attitudini che possono essere raccontate in loco.

Chi lo ha realizzato

Barbara Invernizzi
Laureata in Scienze Agrarie e diplomata in “Arte dei giardini” a Milano poi laureata magistrale in Architettura del Paesaggio a Roma.
Iscritta all’Ordine professionale dei dottori agronomi e dottori forestali di Roma con vari incarichi dal marzo 2005.
Socio di Ass. Italiana di Architettura del Paesaggio dal 1991, attualmente Vicepresidente SEZIONE lams.
Inguaribile associazionista, è stata Socio e responsabile di cooperative dal 1982, ora fa parte della Soc. Coop. onlus Spaziimmensi.
Opera come progettista in ambito paesaggistico, naturalistico ed agronomico, alla progettazione e direzione lavori per la realizzazione e la manutenzione di spazi verdi ad uso pubblico, industriale e residenziale in Italia e Paesi terzi È docente in corsi professionali e corsi di aggiornamento a tutti i livelli per la sostenibilità ambientale e per la valutazione e la cura degli alberi urbani in questo campo collabora con amministrazioni e Comitati.
Operando sempre con forte valenza sociale in orticoltura e frutticoltura è stata in Etiopia nel 1988, poi con il Centro Diurno Villa Lais e, successivamente, presso il Carcere di Rebibbia e minorile, ora segue orti sociali a Roma. È spesso membro di giurie e di Commissioni. È autore di articoli ed interviste di contenuto tecnico. Collabora preferibilmente in gruppi di progetto multidisciplinari, anche alla formulazione di progetti per l’inclusione di categorie deboli.

LA PLANIMETRIA

Scopri il programma e i relatori del webinar

Il webinar di VerdeCittà

Alberi in città: un patrimonio per tutti 
venerdì 16 luglio 2021 dalle ore 18.00 

Le piante del bosco urbano installato in piazza San Silvestro a Roma – specie autoctone dei boschi laziali – sono state fornite da Margheriti Piante, storico vivaio di Chiusi (Siena) fondato nel 1970 da Enzo Margheriti e gestito oggi dallo stesso Enzo e dal figlio David. Con 300 ettari e 90 dipendenti diretti impiegati, il vivaio – che destina all’export il 70% della propria produzione – è considerato una delle realtà di eccellenza nel panorama vivaistico nazionale e internazionale.

www.margheriti.it

Schede botaniche

Cycas revoluta - Famiglia: Cycadaceae

nome volgare: Cycas

proprietà: E’ una pianta molto simile alla palma, con cui spesso viene confusa.

In realtà non si tratta di palme; le cicadacee sono tra le piante più antiche presenti sulla terra, sono delle gimnosperme, più vicine come parentela alle conifere che alle palme.

Queste piante sviluppano anche una particolarissima fioritura; prima di tutto sono dioiche, e quindi i fiori femminili ed i fiori maschili si trovano su piante differenti; il fiore maschile è una specie di pannocchia a allungata, lunga svariate decine di centimetri, di colore bianco o crema; il fiore femminile ha invece forma tondeggiante, ed è costituito da strutture simili a piccole foglie pelosette, alla cui base è ben visibili l’ovario. Quando i fiori femminili vengono impollinati, l’ovario si sviluppa divenendo carnoso, e il fiore ricorda un cesto di piccoli frutti arancioni, simili a prugne di dimensioni minute. I frutti di cycas non sono commestibili, al contrario sono estremamente tossici e velenosi.

curiosità: Il nome cycas deriva dal greco Koikas, che significa: simile alle palme. La Cycas è una delle specie arboree più antiche giunte fino a noi dall’Asia. Il fiore della Cycas femmina si rivela come un’infiorescenza formata da macrosporofilli riuniti in strobili

nota dell’autore (laddove possibile) questa pianta per me significa..

consigli per la coltivazione domestica (naturalmente laddove possibile): Le Cycas non hanno particolare esigenze in fatto di terreni. E’ sufficiente che il terreno sia fertile e ben drenato e collocate in  pieno sole

Quercus cerris

Cerro. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove; cerris: cerro, un tipo di quercia già citata da Plinio. Presente Dalla Spagna alla Grecia e in tutta Italia al di sotto della fascia subalpina tranne Valdaosta e Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori in primavera color giallo arancio e semi color verde e marrone. Il frutto semplice e indeiscente è una ghianda (achenio di 20-35 x 12-18 mm, castano rossastro sostenuta alla base da parti fiorali accresciute (cupula di 10-15 x 12-18 mm) con squame patenti, sinuose all’apice, tomentose), con peduncolo fruttifero di 5-10 mm rigido e pubescente. Entità indigena. Protetta a livello regionale. Uso forestale

Quercus suber

Sughera. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove; suber, nome latino del sughero in Virgilio e Columnella. Presente in areale limitato alle coste mediterranee: area dell’Olivo, in Europa occidentale dalla Scandinavia alla Penisola Iberica ed in Italia al di sotto della fascia collinare tranne Molise, Marche, Emilia Romagna e tutta la pianura padana ed arco alpino. Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori in primavera color giallo arancio e semi color verde e marrone. Il frutto è una ghianda, formata da un achenio globoso di 20-45 x 10-18 mm di colore castano-rossiccio a maturazione, sotteso alla base da una cupola di 10-20 x 12-25 mm, più o meno conica terminante con una breve punta, ha le squame inferiori ovato triangolari, corte e embriciate, mentre le mediane e superiori allargate e riflesse. Entità indigena, lievemente allergenica. Protetta a livello regionale. Uso forestale

Quercus ilex

Fam. Fagaceae Leccio. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove; ilex, utilizzato da Linneo come nome generico dell’agrifoglio per le foglie simili; secondo alcuni autori forse derivato dal greco ὑλήεις hyléeis boscoso, selvoso. Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell’Olivo) presente in tutta Italia al di sotto della fascia subalpina tranne Valdaosta. Piante legnose con portamento arboreo e d anche cespuglioso. Pianta vascolare con fiori in primavera color giallo arancio e semi color verde e marrone. Ghiande ovate di 1 x 1,5 cm, portate in gruppi di 2-5 da peduncoli di 10-15 (40) mm, di colore marrone con striature più scure, hanno una piccola cicatrice ilare e un mucrone ben evidente all’apice. Cupula con squame ben distinte con punta libera, ricopre 1/3 o 1/2 o anche tutta la ghianda. Entità indigena, lievemente allergenica. Protetta a livello regionale. Uso forestale

Quercus robur

Fam. Fagaceae Farnia. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove; robur: termine latino originariamente riferito ai legni particolarmente duri, robusti o nodosi come quello delle querce, poi passato a significare forza, gagliardia, robustezza. Presente in Europa e Caucaso e in tutta Italia al di sotto della fascia alpina tranne Sardegna (estinta) e Sicilia (segnalata per errore). Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori in primavera color giallo arancio e semi color verde e marrone. Il frutto è una ghianda, substerica, ovale o allungata formata da un achenio con dimensioni variabili da 2 a 3,5 cm a maturità di colore marrone con striature longitudinali più scure. Cupula emisferica con squame rombiche concresciute, le basali più grandi delle estreme (più di 3 volte), che ricoprono l’achenio per 1/4 o 1/2. Entità indigena. Protetta a livello regionale. Entità officinale. Uso forestale

Quercus pubescens

Fam. Fagaceae Roverella. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove pubescens: da pubes –is lanugine adolescenziale del mento: coperto di lanugine, peloso, pubescente, lanuginoso. Presente in Europa meridionale, soprattutto nella regione Carpatico-Danubiana, in areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse). In tutta Italia al di sotto della fascia alpina. Piante legnose con portamento cespuglioso ed anche legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori in gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio color giallo arancio e semi color verde e marrone. Il frutto è una ghianda, affusolata, piccola (2-3 cm), portata su breve peduncolo pubescente anche a gruppi di 3-4. Ha la cupula avvolgente anche fino alla metà dell’achenio, formata da squame pubescenti, grigiastre, appressate ed embriciate di forma triangolare, regolari e sporgenti dal bordo. Entità indigena. Protetta a livello regionale. Entità officinale. Uso forestale

Quercus frainetto

Fam. Fagaceae Farnetto, Quercia d’Ungheria. Nome latino della quercia, pianta sacra a Giove; frainetto: (Quercus) refuso tipografico che non è mai stato corretto: in origine era farnietto cioè simile a una piccola farnia. Presente nell’areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse), soprattutto nella regione Carpatico-Danubiana e in tutta Italia al di sotto della fascia collinare tranne Marche, Emilia Romagna e tutta la pianura padana ed arco alpino escluse anche Sardegna e Sicilia. Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori in primavera color giallo arancio e semi color verde e marrone. Il frutto semplice e indeiscente è una ghianda ovoide di 14-20 x 18-25 mm, con apice ottuso e cupula grossa, con squame lineari-lanceolate, sovrapposte, di colore rosso-ruggine. Entità indigena. Protetta a livello regionale. Uso forestale

Acer campestre

Fam. Aceraceae Acero oppio, Acero campestre, Loppio, Chioppo, Testuccio, Testucchio. Il nome latino dell’acero citato in Plinio e Ovidio che potrebbe derivare da acer acris a punta, pungente, per i lobi appuntiti delle foglie o per l’uso dell’acero per fabbricare lance, campestre: da campus luogo piano, campo: che cresce nei campi. Entità con areale in Europa e Caucaso. Diffuso nella fascia arida della Siberia meridionale: di solito piante steppiche. In Italia presente in tutte le regioni al di sotto del piano subalpino, naturalizzata Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo ed anche portamento cespuglioso, pianta vascolare con fiori color verde o marrone in marzo aprile e maggio con semi. L ‘unità di dispersione è un samario (disamara), frutto schizocarpico, secco, indeiscente, composto da due samare (simili ad acheni) con espansioni alari divergenti di 180°, che favoriscono la dispersione anemocora. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità mellifera lievemente allergenica, Entità officinale, Uso forestale.

Acer monspessulanum

Fam. Aceraceae Acero minore, Acero trilobo, Cestuccio. Acer: nome latino dell’acero citato in Plinio e Ovidio che potrebbe derivare da acer acris a punta, pungente, per i lobi appuntiti delle foglie o per l’uso dell’acero per fabbricare lance, monspessulanum: di Montpellier, città francese della Linguadoca nel sud della Francia (nome latinizzato). Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite). In Italia presente in tutte le regioni al di sotto del piano montano tranne Piemonte, Veneto e Valdaosta, naturalizzata in FriuliVeneziaGiulia e alloctona casuale in Liguria. Piante legnose con portamento arboreo o cespuglioso, pianta vascolare con fiori color verde o marrone in marzo aprile e semi: Il frutto secco, schizocarpico (con i frutticini derivati da un pistillo composto, che durante la maturazione si separano nei loro costituenti carpellari), è un samario (disamara) con monocarpi che hanno le ali più o meno parallele e convergenti, lunghe 20-30 mm e achenio piriforme. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità poco allergenica. Entità officinale. Uso forestale. Uso artigianale

Carpinus betulus

Fam. Betulaceae Carpino comune, Carpino bianco. Carpinus: dalla radice sanscrita kar essere duro e da pínus pino; bétula: betulla: epiteto coniato da Linneo per una presunta somiglianza con la betulla. Presente in Europa e Caucaso. In Italia tutte le regioni al di sotto della fascia montana, tranne Sardegna, scomparso in Valdaosta. Piante legnose con portamento cespuglioso o arboreo, dotate di fiori color verde o marrone in aprile, maggio e giugno, con semi contenuti in pseudosamara munita di grandi brattee fogliacee trilobate di 3-4 cm, che circondano l’achenio di 7-8 mm, brunastro, ovoide, solcato longitudinalmente. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità molto allergenica. Uso forestale

Carpinus orientalis

Fam. Betuaceae Carpino orientale. Carpinus dalla radice sanscrita kar essere duro e da pínus pino; orientalis: da sol orientis il sole levante e quindi il levante stesso: del levante, orientale, indicazione dell’area di distribuzione. Presente nell’areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse). In Italia tutte le regioni al di sotto della fascia montana, tranne Sardegna, Liguria, Pianura padana e regioni alpine, scomparso in Sicilia. Piante legnose con portamento cespuglioso e arboreo. Dotate di fiori color verde o marrone in marzo aprile maggio e semi. Il frutto è una pseudosamara, costituita da un achenio (nucula) ovoide di 3-4 mm portata da una brattea fogliosa, lanceolata di 9-13 x 12-17 mm. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità officinale. Uso forestale

Fraxinus ornus

Fam. Oleaceae Frassino da manna, Orniello, Avorniello, Orno. Fraxinus nome in latino classico del frassino in Virgilio e altri, derivato dal greco φράξο phráxo assiepare, chiudere: albero adatto per formare siepi; ornus: nome latino del frassino in Virgilio e Columella. Presente in Eurasia, in senso stretto, dall’Europa al Giappone, con un areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite) ed attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse). In Italia al disotto della fascia subalpina in tutte le regioni. Piante legnose con portamento cespuglioso o arboreo con fiori color bianco in primavera e semi. I frutti sono samare (acheni alati), di 16-28,3(37,5) x 3-5,8 mm, oblunghe lanceolate, acute, intere o smarginate all’apice, bruno-giallastre, con ala lunga circa 1/2 del corpo fruttigero e un unico seme (achenio) fusiforme, di 6,2-10,7(12,7) x 1,4-2,7 mm, a sezione tondeggiante, bruno giallastro. Entità indigena Entità protetta a livello regionale. Entità mediamente allergenica. Entità commestibile Entità officinale. Uso forestale.

Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa

Fam. Oleaceae Frassino meridionale, frassino a frutti acuminati. Fraxinus, nome in latino classico del frassino in Virgilio e altri, derivato dal greco φράξο phráxo assiepare, chiudere: albero adatto per formare siepi; da angustus angusto, stretto e da folium foglia, lamella: (con foglie (o foglioline) strette o di piccole dimensioni; oxycarpa dal greco ὀξύς oxýs acuto, aguzzo e da καρπό carpós frutto: con frutti acuminati. Presente nell’areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse). In Italia in tutte le regioni al di sotto della fascia montana tranne che in Liguria, Valdaosta e Friuli, naturalizzata in Piemonte. Piante legnose con portamento arboreo, fiori privi di perianzio in inverno e semi contenuti nel frutto, una Samara monsperma di 24,8-38,2 x 4,2-8,8 mm, da lanceolata a oblungo-lanceolata, acuta. mucronata o smarginata, bruno-giallastra, col seme di 10,1-18,6 x 2,7-5,9 mm, fusiforme, striato, brunastro, disposto in una cavità a sezione ellittica. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Uso forestale

Ostrya carpinifolia

Fam. Oleaceae Carpino nero, Carpinella. Ostrya: dal greco ὄστρειον óstreion ostrica: riferimento ai frutti formati da capsule agglomerate simili a conchiglie; carpinifolia: da Carpinus carpino e da folium foglia: con foglie da carpino. Presente nell’ areale con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse) ed Europa meridionale. In Italia in tutte le regioni al di sotto della fascia montana tranne che in Valdaosta. Piante legnose con portamento cespuglioso e arboreo. Pianta con fiori di colore bianco in primavera e semi: Il frutto composto è un achenocono, costituito da 6-20 frutticini indeiscenti, in una struttura pendula simile ad un cono, di 3-8 cm. I frutticini sono piccoli acheni (nucule) di 2-4 mm, chiusi in brattee biancastre, poi bruno-rossastre, ovoidi o ellissoidi, striati longitudinalmente, brunastri. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità molto allergenica. Entità officinale. Uso forestale

Sorbus domestica

Fam. Rosaceae Sorbo domestico, Sorbo comune. Da sorbus nome del sorbo domestico in Plinio e Columella, derivato da sórbeo sorbire, forse riferimento al frutto maturo e molle da cui sorbire il succo fermentato; domestica: di casa, nostrano oppure specie addomesticata. Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite). In Italia in tutte le regioni al di sotto della fascia montana tranne che in Valdaosta, naturalizzata in Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori dal perianzio: bianco in primavera I frutti sono pomi subsferici o piriformi di 25-28 x 21-25 mm, di colore dal giallastro al rossiccio. bruni a maturità, con carne omogenea e numerose sclereidi e 1-3 semi di 6-9 x 4-6,5 mm, a sezione ellittica, lisci, lucenti, bruni. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità commestibile. Entità officinale. Uso forestale

Sorbus torminalis

Fam. Rosaceae Sorbo torminale, Baccarello, Ciavardello. Da sorbus nome del sorbo domestico in Plinio e Columella, derivato da sórbeo sorbire, forse riferimento al frutto maturo e molle da cui sorbire il succo fermentato; torminalis: da tormína colica: in grado di lenire le coliche; in passato i frutti venivano impiegati nel trattamento delle coliti. Entità Eurasiatica in senso lato, che ricompaiono anche nel Nordafrica. In Italia in tutte le regioni al di sotto della fascia collinare tranne che criptogenica in Valdaosta. Piante legnose con portamento arboreo ed anche cespuglioso. Pianta vascolare con fiori e semi, perianzio: bianco in primavera; il frutto è un pomo di 12-18 x 8-15 mm, subgloboso, glabro, bruno, con all’interno 1-2 semi di 5-7,5 x 2-4,5 mm, a sezione trasversale ovata, di colore bruno scuro. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità commestibile. Uso forestale

Laurus nobilis

Fam. Lauraceae Alloro, Lauro. Laurus: assonante con il celtico lauer sempreverde e con il sanscrito daru albero, nome latino del lauro o alloro, pianta sacra ad Apollo; nobilis: nobile, riconoscibile, famoso, rinomato, eccellente: per l’aspetto, (secondo de Théis simile a Cactus coronatus, ma con spine di un bel bianco: a causa di questo candore gli venne attribuito l’epiteto di nobile o forse per le loro famose notevoli proprietà curative per caratteristiche di eccellenza da definire caso per caso). Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell’Olivo). In Italia al di sotto della fascia collinare in tutte le regioni naturalizzata in Sardegna Veneto, FriuliVeneziaGiulia, TrentinoAltoAdige e Valdaosta, alloctona casuale in Piemonte. Piante legnose con portamento sia cespuglioso che arboreo. Fiore bianco in febbraio marzo aprile. Il frutto è una bacca ovoide, nera, leggermente acuminata, con pericarpo sottile, di 10-15 mm e un solo seme subsferico, liscio di 9×6,5 mm. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità commestibile. Entità officinale. Uso forestale

Arbutus unedo

Fam. Ericaceae Corbezzolo, Albatro, Arbuto, Rossetto, Suorvo. Arbutus: nome latino del corbezzolo in Virgilio, probabile derivazione da arbor albero; unedo: nome latino del corbezzolo, sia l’albero che il frutto, in Plinio e Columella, derivato da unum edo ne mangio uno solo, riferimento al contenuto di un alcaloide nel frutto che sconsiglia di mangiarne troppi. Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell’Olivo). In Italia al di sotto della fascia collinare in tutte le regioni tranne Piemonte e Valdaosta, alloctona casuale in, FriuliVeneziaGiulia e Lombardia, segnalata per errore in TrentinoAltoAdige. Piante legnose con portamento sia cespuglioso che arboreo. Fiore Bianco in agosto settembre ottobre novembre e Semi piccoli, brunastri, angolosi contenuti nei 5 loculi del frutto che è una bacca, subsferica, indurita e rugosa, tubercolata, poi succosa e rossa a maturazione che misura 7-10(20) mm di diametro. Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità allergenica dubbia o sporadica Entità commestibile. Entità officinale. Uso forestale

Malus sylvestris

Fam. Rosaceae Melo selvatico. Malus: nome latino del melo, citato da Varrone e altri autori; sylvestris: da sylva selva, bosco (forma latina meno corretta per silva): piante che crescono nei boschi, nei luoghi selvosi. Si trova nell’Europa temperata dalla Francia all’Ucraina e Caucaso. In Italia al di sotto della fascia subalpina in tutte le regioni, ma incerta in Valdaosta, e TrentinoAltoAdige. Piante legnose con portamento arboreo. Fiore bianco in aprile e maggio. Il frutto (falso frutto) è un pomo globoso ombelicato alla base e coronato all’apice dai resti del calice, di colore verde, giallastro, rossiccio, ecc., glabro con diametro 18-26 mm. I semi in numero di 1-2 in ciascuno dei 5 loculi , sono ellittici o obovoidi, coriacei di colore bruno e misurano 6-7 x 3-3,5 mm. Entità indigena. Entità non protetta. Entità officinale. Uso forestale

Castanea sativa

Fam. Fagaceae Castagno. Castanea: dal nome latino del castagno, probabilmente derivato da Kastanáia villaggio della Tessaglia famoso per le sue piante; sativa da satum (participio passato di sero seminare, piantare) seminato, piantato: che si semina o pianta, coltivato, domestico. Si trova in Europa soprattutto nella regione Carpatico-Danubiana. In Italia al di sotto della fascia montana, in tutte le regioni tranne; alloctona naturalizzata in Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo. Fiore giallo arancio in aprile maggio e semi verde marrone. Il frutto composto è un trimoso con un involucro spinoso (riccio), globoso del diametro di circa 10 cm, che a maturità si apre e disperde 2-3 acheni indeiscenti, marroni, lucidi di 2-3 cm. (castagne). Entità indigena. Entità protetta a livello regionale. Entità poco allergenica. Entità commestibile. Uso forestale

Mespilus germanica

Fam. Rosaceae Nespolo. Mespilus: nome classico latino del nespolo, derivato dal greco μεσπίλη mespíle; germanica: di Germania: germanico, tedesco. Si trova in areale europeo con centro attorno al Mar Nero (clima continentale steppico con inverni freddi, estati calde e precipitazioni sempre molto scarse) ed Europa meridionale. In Italia al di sotto della fascia montana, in tutte le regioni alloctona naturalizzata; casuale in Sicilia e Valledaosta. Piante legnose con portamento arboreo, ma anche cespuglioso, con fiore bianco in aprile maggio e giugno, con frutti, eduli, sono pomi (false drupe carnose), globosi o piriformi, con diametro di 2-3 cm, pubescenti, color bruno-ferrugineo, con cavità apicale, che contengono 5 semi legnosi, obovoidi. Entità archeofita naturalizzata. Entità non protetta. Entità commestibile. Entità officinale. Uso forestale

Ulmus minor

Fam. Ulmaceae Olmo comune, Olmo campestre. Ulmus: connesso con la radice sanscrita al crescere; minor: comparativo di párvus: minore, più piccolo rispetto ad altre specie congeneri. Diffuso in Europa e Caucaso in Italia al di sotto della fascia montana, in tutte le regioni, ma alloctono naturalizzato in Sardegna. Piante legnose con portamento cespuglioso e arboreo. Pianta vascolare con fiori dal perianzio verde o marrone in gennaio febbraio marzo e semi contenuti nella Samara, frutto semplice (tipo achenio), secco, orbicolare di circa 20×17 mm, con estensione membranosa a forma di ala di circa 7 mm, di colore verde poi rossa che circonda il seme che è situato nel terzo superiore del frutto, vicino all’apice smarginato. Entità indigena. Entità non protetta. Entità officinale. Uso forestale.

Salix alba

Fam. Salicaceae Salice comune, Salice bianco, Salice da pertiche. Salix: nome in latino classico del salice, forse connesso con il sanscrito saras acqua. alba: da albus bianco riferito al carpoforo o a una sua parte per il colore bianco-grigio argenteo della corteccia degli esemplari giovani per il colore della corteccia l’epiteto fa riferimento al primo esemplare descritto nel 1775 con fiori bianchi, solo successivamente sono state rinvenute piante con fiori rosa e, con più frequenza, rossi. Diffuso in Eurasia in senso lato, che ricompaiono anche nel Nordafrica. In Italia al di sotto della fascia subalpina, in tutte le regioni , ma alloctono naturalizzato in Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo. Pianta vascolare con fiori senza perianzio in gennaio febbraio marzo aprile amenti femminili leggermente più corti dei maschili, con ovario glabro, allungato, piriforme. Frutto a capsula glabra, subsessile, conica, lunga fino a 6 mm.. Entità indigena. Entità non protetta. Entità officinale. Uso forestale.

Cercis siliquastrum

Fam. Fabaceae Albero di Giuda. Cercis: Linneo riprese questo nome dal greco κερκίς cercís in Teofrasto, sorta di pioppo bianco secondo alcuni autori, nome del Cercis siliquastrum secondo altri, ma anche navetta del telaio per tessitura la cui forma ricorda quella dei suoi baccelli legnosi siliquastrum: spregiativo di siliqua epiteto del carrubo: falso carrubo. Si trova in Europa meridionale e Asia occidentale. In tutta Italia al di sotto della fascia collinare tranne Valdaosta, alloctona casuale in Piemonte e Liguria, criptogenica in TrentinoAltoAdige, e alloctona naturalizzata in Lombardia, Veneto, FriuliVeneziaGiulia, Umbria, Puglia, Sicilia, Sardegna. Piante legnose con portamento arboreo, pianta vascolare con fiori in febbraio marzo aprile color rosa, rosso, purpureo, I frutti sono legumi glabri, lineari, compressi, bruno-rossastri, lunghi fino a 10 cm, contenenti (1)10-14 semi ovali, duri, bruno-nerastri. Entità indigena lievemente allergenica. Entità non Protetta. Entità commestibile Uso forestale

BOLOGNA
11-13 giugno

PALERMO
25-27 giugno

ROMA
16-18 luglio

TORINO
3-5 settembre

PADOVA
17-19 settembre